Gli studi scientifici hanno una certa autorevolezza, e sono ritenuti molto più attendibili di altri tipi di opinioni o ragionamenti. Per questo moltissimi gruppi di interesse finanziano studi scientifici al solo scopo di trovare e pubblicizzare elementi a favore dei propri interessi (e ovviamente nascondere eventuali risultati opposti).
Un esempio conclamato è l'industria del tabacco che, oltre a vari altri tipi di propaganda (famosi per esempio i film degli anni '30 e '40 dove raramente i personaggi non fumavano), ha per anni promosso e pubblicizzato ricerche che cercavano di sminuire o negare gli effetti negativi delle sigarette sulla salute. La cosa è durata per un certo tempo, e sicuramente ha ritardato la presa di coscienza collettiva sui reali rischi del fumo. C'è stata in anni più recenti indubbiamente anche una propaganda opposta volta a evidenziare i danni del fumo, che ha aperto la strada alla adozione delle varie leggi sul fumo (le scritte sui pacchetti, i divieti di fumare nei luoghi pubblici, ecc). Anche questa è stata propaganda, promossa da molti governi contemporaneamente, e le varie leggi anti fumo sono state promulgate in moltissimi paesi nell'arco di pochi anni.
Oggigiorno si possono sicuramente trovare altri esempi nelle rubriche scientifiche dei giornali. Una affermazione molto divulgata che sicuramente avrete sentito è che bere un bicchiere di vino al giorno fa bene. Ovviamente una bevanda alcolica non può fare bene alla salute, come ci può confermare qualsiasi medico (cercate gli studi sugli effetti collaterali a lungo termine dell'alcol, anche a basse dosi). Ma il messaggio che doveva passare è passato. Moltissimi altri prodotti alimentari vengono menzionati spesso, in una guerra a dimostrare quale sia quello che fa più bene, o per contro, propaganda negativa su quelli che fanno male. Un esempio evidente di questo ultimo tipo è quella che ha colpito la carne rossa ultimamente. E' diventata una sostanza da evitare in quanto cancerogena. E' chiara l'enfasi esagerata che queste notizie hanno avuto rispetto a notizie analoghe o ad altre sostanze ben più cancerogene.
Al di là della propaganda commerciale, forti promotori di propaganda sono i governi. I casi forse più evidenti di questo tipo si hanno in caso di conflitti. Famosi i manifesti della prima e seconda guerra mondiale, in tutti i paesi coinvolti.
Parliamo invece della ricerca di un pretesto per giustificare all'opinione pubblica un attacco militare, al di là delle reali motivazioni. Questo è un concetto sempre stato presente, non a caso abbiamo l'espressione latina casus belli. Per citare un caso piuttosto recente, la forte campagna di USA e UK sulla presenza di armi di distruzione di massa presenti in Iraq nel 2003 per giustificare la seconda guerra del golfo si è poi rivelata falsa. Per la verità questo non è un grande esempio di buona propaganda. Era del tutto evidente fin da subito anche al grande pubblico che queste motivazioni erano pretestuose.



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